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Austria 1942

“Sono nelle mani di Dio, un prete cattolico deve sempre esser orgoglioso di poter portare e condividere la croce del suo maestro. La mia consolazione sta nella preghiera e nell’unione con Dio e, non per ultimo, nel vostro amore per me”.

(campo di concentramento Dachau, 3.5.1942, P. Stoffels in una lettera a sua sorella)

P. Joseph Benedikt Stoffels (nato il 13.01.1895 a Itzig/Lussemburgo) e P. Nicolas Antonius Wampach (nato il 03.11.1909 a Bilsdorf/Lussemburgo), ambedue sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, erano impegnati nella Missione Lussemburghese a Parigi, presso la futura chiesa parrocchiale di St. Joseph Artisan.

“Nel 1940, quando dopo l’invasione del Lussemburgo da parte dei tedeschi, molta gente scappava a Parigi, i due sacerdoti del Sacro Cuore insieme a un prete diocesano presero cura di questi profughi e dopo la sconfitta della Francia aiutarono migliaia di persone a ritornare in Lussemburgo. In un giornale si legge: ‘In questo lavoro puramente caritativo… la Gestapo [polizia segreta dei Nazisti] sospettò una rete di spionaggio’. Dopo diversi interrogatori e incarcerazioni fin dal 1940 i due padri venivano arrestati definitivamente il 7 marzo 1941, mandati nel campo di concentramento di Buchenwald e poi trasferiti nel campo di concentramento di Dachau in data 12 settembre 1941.” (Bothe, p. 19).

Ufficialmente morirono di malattie: Bronchite, angina… Ai parenti di P. Stoffels furono spedite le ceneri del defunto. Come accadeva in numerosi casi simili, i funerali si dovette svolgere sotto la sorveglianza della Gestapo, quasi clandestinamente, senza suonare le campane, senza canti, senza partecipazione alcuna dei parrocchiali, il 31.08.1942.
“Solo 40 anni più tardi, in seguito a diverse ricerche, si venne a sapere che i due padri erano stati gasati nel castello di Hartheim (Austria) insieme a due altri preti lussemburghesi. Il castello si trova 265 km distante di Dachau nel piccolo paese austriaco di Alkoven vicino a Linz. Vi era istallata una camera a gas per diversi esperimenti. Il trasporto da Dachau a Hartheim durava ben quattro ore. Le finestre del pullman erano oscurate e il trasporto fu dichiarato ambulanza. Nel castello si procedeva come negli altri campi di concentramento. I detenuti furono costretti di spogliarsi. Sotto il pretesto di farsi fotografare venivano condotti nelle doccia e vi morivano per il gas che usciva dalle stesse docce” (Bothe, p. 21).

Il Castello di Hartheim, un castello idilliaco rinascimentale, aveva diversi compiti: Era integrato nel programmo di Eutanasia dei Nazisti. Malati e disabili vi furono sottoposti a esperimenti crudeli e poi gasati. In questo contesto anche P. Stoffels, che soffriva di diverse malattie soprattutto ai polmoni, fu trasferito come invalido a Hartheim.
P. Stoffels fu ucciso in una delle camere a gas il 25.5.1942, P. Wampach il 12.8.1942.




Germania 1941
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